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Agenda digitale, questa sconosciuta

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Agenda digitale questa sconosciuta“L’Agenda digitale non è un documento programmatico di settore, né solo l’articolazione di un insieme di azioni o interventi, ma è, innanzitutto, un’idea di futuro, una visione dell’Europa, dell’Italia e delle regioni nell’era digitale”, così è stata definita nel documento “Contributo delle Regioni per un’Agenda Digitale al servizio della crescita del Paese nella Programmazione 2014-2020″ approvato all’unanimità in sede di Conferenza delle Regioni e Province Autonome lo scorso luglio.

L’Agenda Digitale Italiana (ADI) è un progetto strategico che mira a incentivare l’innovazione tecnologica come strumento per rilanciare la crescita e lo sviluppo. Avviata su impulso della Commissione europea, l’Agenda verrà realizzata in stretta collaborazione con gli Stati membri. Si tratta di una grande quantità di proposte e linee guida che interessano ambiti variegati e anche estremamente diversi tra loro, tant’è che il Presidente del Consiglio Enrico Letta al “Digital Agenda Annual Forum” organizzato da Confindustria lo scorso Ottobre ha parlato dell’Agenda Digitale come “la riforma dello Stato”.

Il Presidente del Consiglio ha colto l’essenza dell’Agenda Digitale intesa a creare una nuova visione di stato e di pubblica amministrazione. La PA è un concetto complesso; essa comprende i cittadini, il rapporto con le imprese, ha al suo interno tanta capacità e competenze che possono essere utilizzate per riformare lo Stato. E poi perché è una macchina da 817 miliardi l’anno.Per farsi un’idea del “peso” che la Pubblica Amministrazione rappresenta per i conti pubblici italiani basta guardare al numero di enti che compongono l’universo della P.A. allargata: all’incirca 40 mila unità e quasi 3 milioni e mezzo di dipendenti.

Vi è però, un equivoco di fondo, l’Agenda Digitale non impatta solo sull’efficienza della macchina amministrativa o sulla riduzione dei costi. Significa, invece, cambiare il modo di affrontare i problemi, cambiare il modo di organizzare le strutture, cambiare il modo di produrre documenti, cambiare il modo di fare analisi e previsioni. Tutti cambiamenti che possono portare i decisori pubblici ad avere più consapevolezza dell’impatto che le politiche possono avere sul territorio grazie allo sfruttamento pieno delle opportunità offerte dalle tecnologie digitali.

Un ruolo rilevante è svolto dalle Regioni. In generale le Regioni devono essere e sono le entità adatte per risolvere i problemi del territorio per due motivi: hanno una vicinanza naturale al territorio e agli enti locali che il Centro non ha, hanno un grosso bagaglio di competenze informatiche e organizzative che possono mettere a disposizione del sistema. “Il livello regionale rappresenta un ambito fondamentale per la definizione, la concertazione e l’attuazione della Società dell’informazione e della conoscenza in quanto consente di coniugare la progettualità con le azioni programmatico-legislative proprie delle Regioni, operando ad un livello sufficientemente locale per rispettare le specificità, ma adeguato alla valorizzazione delle economie di scala e delle possibili sinergie di rete” (Contributo delle Regioni all’ADI). Con riferimento all’ADI esistevano già iniziative sulle quali l’impianto normativo è consolidato e se ne deve solo dare piena e fattiva attuazione, in particolare: interoperabilità e cooperazione applicativa, carta nazionale dei servizi, circolarità anagrafica, amministrazione digitale senza carta, geo-referenziazione (Infrastruttura dati territoriali o Catasto). Finora però il contributo e il lavoro sulle singole tematiche è a macchia di leopardo.

Le Regioni, con il loro contributo all’ADI, hanno dato prova che un’intesa, almeno sulla direzione da prendere, c’è. Per dare seguito a questa volontà l’Agenda Digitale può fungere da collante per tutte le regioni, portandole a collaborare sui vari temi per ottenere grossi risparmi e creare sinergie per riuscire a reperire fondi che in questo momento è il vero problema che gli enti devono affrontare. La collaborazione dovrebbe portare ad un’unica visione generale su tutto il territorio tale da non far ampliare la forbice della disuguaglianza esistente tra le regioni del nord e le regioni del sud a livello di infrastrutture, fruizione di servizi etc etc. C’è la necessità di fare sistema, per dare un minimo di omogeneità su tutto il territorio.

Negli ultimi tempi a livello istituzionale si assiste sicuramente ad una maggiore attenzione al coordinamento e alla cooperazione tra territori, frutto da un lato di un processo di revisione delle spese dovuto alla crisi economica e dall’altro ad un’effettiva volontà delle Regioni di condividere pratiche comuni. Dai vincoli finanziari imposti dalla crisi possono nascere interessanti opportunità per migliorare la qualità dei servizi offerti dalla PA. Come diceva Einstein, “è impensabile cambiare le cose se continuiamo a farle nel vecchio modo”. Occorre un cambio culturale e di mentalità. Deve essere innanzitutto il Governo ad imprimere questa svolta, attraverso un’accelerazione del processo ancora impantanato nelle fasi preparatorie. Il governo ha il dovere di iniziare, perché la mancanza del primo passo rende impossibile anche il secondo.

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  • lucioluci

    Grazie per l’articolo Marco. Avresti qualche info da passarmi su Agenda Digitale e Strategia Aree Interne 14-20? Grazie!

    • Marco Martino

      A voi Lucio!
      (Vado a memoria) Credo non ci sia alcun riferimento esplicito alle aree interne (anche perché il doc. è di alto livello, molto generale).

      Però, a logica, ogni singola Regione, nella propria programmazione avrà la possibilità di declinare o meno aspetti dell’Agenda Digitale verso la strategia aree interne.
      Infatti la bozza di accordo di partenariato recita “Le Regioni programmano e finanziano le azioni per lo sviluppo locale attraverso i Programmi operativi regionali e i Programmi di sviluppo rurale…..”

      Questo è probabile, ma fino a che non si hanno le programmazioni, possiamo solo ipotizzare!

  • Giorgio pagano

    Ma a che punto siamo con l’Agenda? Cosa fa Caio? Ce un reale collegamento tra banche dati in atto?

    • Marco Martino

      Ciao Giorgio, con l’Agenda siamo solo all’inizio.
      Due giorni fa è stato approvato lo statuto dell’Agenzia per l’Italia Digitale che finalmente diventa operativa a tutti gli effetti. I tavoli istituiti da Caio stanno lavorando molto sulle tre priorità da lui individuate: fatturazione elettronica, identità digitale e anagrafe nazionale popolazione residente. E’ un lavoro complesso che chiede tanta collaborazione tra le istituzioni.