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Sergio Ristuccia

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Presidente del Consiglio Italiano per le Scienze Sociali dal 1991 al 2012. Ha diretto precedentemente la Fondazione Adriano Olivetti. Ha ricoperto diverse cariche istituzionali, ha fondato e dirige la rivista “queste istituzioni”. Di recente ha pubblicato il libro “Costruire le istituzioni della democrazia. La lezione di Adriano Olivetti, politico e teorico della politica (Marsilio, Venezia 2009).

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nel campo delle tecnologie di frontiera, gli investimenti presuppongono visioni di lungo periodo e ad alto grado di incertezza. Prescindono da ogni valutazione di risultati economici a breve. Certo, possono ben contare anche le valutazioni dei costi come flussi di commesse e denaro verso certi settori industriali. Tuttavia, non capovolgendo l'ordine naturale delle cose, i possibili effetti anche a breve non possono essere i fattori decisivi per scelte di investimento di questo tipo.

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Forse la Ministra Boschi può anche preferire Fanfani non solo perché aretino ma per aver tentato di realizzare quello che si volle chiamare, negli...
thomas piketty queste istituzioni

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Il libro di Thomas Piketty, storico economico ed economista francese, intitolato “Il Capitale nel XXI secolo” ha avuto un gran successo negli Stati Uniti. Il dibattito é acceso. Notevoli le controversie anche riguardo alla identificazione dei dati statistici sui quali la ricerca di Piketty si fonda. In ogni caso Paul Krugman ha parlato di “un'opera superba che cambierà il modo in cui pensiamo la società”

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Dopo aver parlato, poco tempo fa, di “medium tech”, estendiamo ed approfondiamo il discorso su competitività e innovazione parlando di infrastrutture di ricerca, cioè degli insiemi organizzati di “facilities” materiali e immateriali (comprese le capacità gestionali) necessarie per portare avanti soprattutto le scienze applicate.

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Cos'è il medium tech? Lo spiega Gianfelice Rocca nel libro "Riaccendere i motori" recentemente pubblicato da Marsilio nella collana i nodi. È l'innovazione fondata sulla “capacità di incastrare al meglio i fattori della produzione, in un lungo cammino fatto di tentativi e di errori” . Una capacità che guarda alla “ possibilità evolutiva" di settori maturi che normalmente si è invece pronti ad abbandonare.

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L'occasione di cambiare l'architettura istituzionale prevista dalla Costituzione e dalle sue mal concepite modificazioni di inizio millennio, era ed è un'occasione da non sprecare: bicameralismo paritario e federalismo regionalista non reggono. Le nuove modificazioni avevano bisogno di un'elaborazione attenta ai dettagli con ipotesi alternative ben definite nei pro e nei contro.

La fatturazione elettronica è la trasmissione telematica dei dati di fatturazione tra clienti e fornitori. La fattura elettronica, prevista dalla Legge n. 244 del 24 dicembre 2007 (finanziaria 2008), mira ad una semplificazione delle procedure amministrative in un’ottica di trasparenza, monitoraggio e rendicontazione della spesa pubblica,
Proposta per la riforma del senato Sergio Ristuccia su Queste istituzioni

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Cominciata in Senato la procedura di discussione delle "novelle" della Costituzione sulla base, com'è giusto, del Disegno di legge costituzionale presentato dal Governo (nel testo completo di relazione e articolato redatto infine secondo le regole), si può lasciare da parte ogni attenzione alle polemiche attizzate da esigenze, più o meno comprensibili, di tipo elettorale
Compiti e funzioni di un Senato nuovo

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Veniamo ad alcune considerazioni riguardanti le "novelle" proposte in materia di ruolo e compiti del Senato. La prima è questa: il ragionamento ruota sempre e soltanto o prevalentemente intorno alla funzione legislativa con la preoccupazione di non cancellarla in certi campi, quelli riguardanti in particolare le autonomie, e di garantire una possibile presenza del Senato sull' arco completo delle possibili materie oggetto di legislazione. Come dire che l'idea sottostante è quella di onorare il concetto che il Parlamento è il sistema istituzionale del "fare leggi" . Un dato che si dà per scontato ma che, in definitiva, costringe a focalizzare i compiti del Senato sulla questione della sua partecipazione al processo legislativo anche se attraverso strumenti della cui efficacia è lecito dubitare. La seconda è che, in una visione un po' più libera e "laica", si potrebbe ragionare diversamente partendo dal mettere in chiaro quelle funzioni da sempre ritenute proprie del Parlamento che poi di fatto vengono messe ai margini dall'egemonia, vera o presunta (e magari di facciata). del"fare leggi" .
Quali senatori e quali organi ausiliari, ovvero quale riforma del Senato

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Le grandi questioni da affrontare a questo punto sono due: che tipo di membri del Senato possono attendere a compiti tanto impegnativi. E cosa sono gli “organi ausiliari”, a chi devono servire ed insomma che senso hanno gli articoli 99 e 100 della Costituzione del 1948. Sulla prima questione c'è da dire che, anche quando ci si voglia limitare alla funzione legislativa occasionale e ridotta, c'è bisogno di senatori in servizio permanente effettivo. La seconda questione è quella del ruolo degli “organi ausiliari” di cui agli articoli 99 e 100 della Costituzione. Il Disegno di legge costituzionale presentato dal Governo prevede la soppressione del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro attraverso la semplice soppressione dell'articolo 99 (in pratica, le cose saranno più complicate, ma non è questo un argomento da affrontare qui) adducendo motivazioni molto elementari.

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ll Consiglio Economico, Sociale e Ambientale è organo di consulenza del Parlamento e del Governo per la raccolta e il coordinamento delle conoscenze e delle valutazioni concernenti i fenomeni sociali e ambientali di maggior rilevanza nell'ambito nazionale ed europeo. Opera su richiesta del Parlamento, del Governo o di petizioni popolari nonché di propria iniziativa. Ha facoltà di proporre e contribuire ad elaborare testi di legge. Riferisce periodicamente sulla propria attività. È composto da 45 esperti nominati, con un mandato di sei anni non rinnovabile, dieci dalla Camera dei deputati, dieci dal Senato delle Autonomie, cinque dal Governo e venti dal Presidente della Repubblica.

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Cominciamo invece dal CNEL, la cui soppressione è data come un fatto naturalmente acquisito dall'opinione pubblica. Ma al di là delle denunce e delle inchieste sommarie e molto facili sugli "sprechi", quali sono i pensamenti offerti nell'attuale dibattito ? Non molto più che il nulla. Visto che la nostra rivista, ha avuto modo in tempi andati di riflettere sul funzionamento del CNEL, ci è parso utile cominciare da questo tema. Gli interventi che pubblichiamo e quelli che recuperiamo dal passato, sono per ora il nostro contributo per alimentare un dibattito che speriamo di vedere uscire dai confini delle estreme semplificazioni politiche e mediatiche.