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Il Referendum Stop Austerità rappresenta non solo la speranza di una politica che realmente interloquisce con i cittadini costruendo un programma di azione con loro, fondato sulle loro reali esigenze, ma è anche al contempo la speranza di una nuova economia pienamente a misura d’uomo, capace di generare benessere e sviluppo umano per tutti i cittadini europei.

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Il superamento del bicameralismo perfetto e una ridefinizione del ruolo del Senato sono tentativi di risposta al distacco crescente tra i cittadini e le istituzioni. Il disegno di legge di riforma costituzionale presentato al Senato lo scorso 11 luglio, cosi come modificato dalla Commissione affari costituzionali del Senato, prevede un Senato a composizione mista ed eletto in modo indiretto dai Consigli regionali, in cui vi è una sensibile riduzione del numero dei Senatori, che passano da 315 a 100, cosi ripartiti: 74 saranno Consiglieri regionali, 21 saranno i Sindaci e 5 senatori di nomina presidenziale scelti tra i cittadini italiani che abbiano «illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario» (come l’attuale art. 59, comma 2 della Costituzione), con durata settennale e non più vitalizia. Rimane la nomina di Senatore a vita per i Presidenti della Repubblica a seguito della scadenza del settennato presidenziale.

Il divieto di fecondazione eterologa è incostituzionale. Così si è espressa la Corte Costituzionale dichiarando l’illegittimità della norma della legge 40 del 2004 che...

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La sentenza della Corte costituzionale del 9 aprile ha prodotto l’effetto di introdurre per via giurisprudenziale la pratica della fecondazione eterologa che il legislatore del 2004 aveva vietato attraverso un attento bilanciamento di valori tra tutela del bambino e promozione della genitorialità.

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Per correttezza verso il lettore dichiaro immediatamente di non condividere le ragioni che supportano l’articolo al quale mi trovo a controbattere e, sempre per onestà, di aver supportato il SI ai referendum abrogativi del 2005 contro la legge n. 40/2004. Inizio però dalle conclusioni dell'articolo in questione che vorrebbero un drastico ridimensionamento del ruolo della Corte costituzionale e che condivido - se possibile - ancor meno delle considerazioni in materia di fecondazione eterologa.

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Cultura e Coesione Sociale. Due fattori fondamentali per lo sviluppo delle comunità. Eppure la cultura, nei bilanci viene sempre sacrificata, ritenuta troppe volte superflua. Errore gravissimo perché operazioni volte a tagliare la spesa per la cultura equivalgono a tagli sul benessere sociale e quindi alla qualità di vita. Questo concetto, evidentemente, non viene percepito fino in fondo poiché l’abitudine culturale del nostro Paese è spesso soffocata da cattive prassi ispirate a modelli distorti che impediscono, di fatto, anche l’accesso alla cultura.

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Credo valga la pena riflettere sul significato che ha per noi il termine «cultura», in attesa della terza edizione degli Stati Generali della Cultura.

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Viviamo un tempo che da troppo tempo è sfinito, ci sfinisce ma non finisce mai. Di questo tempo che non se ne vuole andare esiste una forte critica degli aspetti politici e sociali, è evidente la crisi della democrazia rappresentativa e lo sono anche i problemi connessi alle tecnologie sociali. Così come forte è la critica al sistema economico, la consapevolezza dell'iniquità sociale e la critica al neo liberismo. Scarsa e ambigua è invece la critica al modello culturale, un modello che evidentemente riesce ancora a sedurre, ad inibire la costruzione di una azione culturale volta al suo superamento.
lettera aperta a Dario Franceschini

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Caro ministro Franceschini, nelle ore successive alla sua nomina, ha dichiarato che il Dicastero del quale è diventato responsabile è senza dubbio il più...

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Indipendentemente dal metodo di studio sulla natura del potere mafioso, ritengo che esistano in questo contesto due caratteristiche certe: la prima riguarda la capacità delle mafie di penetrazione nel tessuto sociale ed istituzionale; la seconda attiene alla natura degli apparati pubblici, alla mancata realizzazione dello Stato di diritto e alla diffusa affermazione, soprattutto nel Meridione, dei favori e delle clientele.

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Tre anni fa scrivevo un editoriale dedicato all’ Avant-garde_Sud, insofferente delle lagnanze compiaciute e delle rivendicazioni crestose che puntuali arrivavano, soltanto a scadenze prefissate,...