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Ricerca, sviluppo e possibilità reali di innovazione

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microscope-275984_640Dopo aver parlato, poco tempo fa, di “medium tech”, estendiamo ed approfondiamo il discorso su competitività e innovazione parlando di infrastrutture di ricerca, cioè degli insiemi organizzati di “facilities” materiali e immateriali (comprese le capacità gestionali) necessarie per portare avanti soprattutto le scienze applicate. Sono infrastrutture chiamate inevitabilmente a svolgere, quando certi standard di efficienza siano raggiunti, compiti di “ricerca & sviluppo” per le medie e piccole imprese. Quelle che, per aggiornare le strutture produttive hanno bisogno di vari tipi di innovazione: quelle di prodotto ma anche quelle di procedure operative, all’interno e all’esterno.

Riteniamo che le infrastrutture di ricerca si propongono come un naturale luogo di elaborazione di specifiche procedure d’innovazione in ambiti industriali, non più caratterizzati da categorie merceologiche obsolete ma aperti a trasformazioni non solo prudenti o marginali ma anche ai limiti di mosse decise per capovolgere l’ordinario andamento dell’industria. In altri termini, pensiamo che nelle migliori infrastrutture di ricerca si possano incontrare, pur senza necessariamente convergere, hi e medium tech. Con la possibilità di creare anche solidi contesti per la formazione dei manager dell’innovazione. Luoghi che sembrano particolarmente destinati al fare formando. Si tratta di quei manager che sono necessari sia al settore industriale privato, più specificamente spinto verso la competizione, sia alle istituzioni pubbliche che in un modo o nell’altro sono chiamate ad accompagnare i processi di sviluppo e di innovazione. Spesso nella prospettiva della valorizzazione territoriale.

E’ sulla base dei criteri che discendono da queste considerazioni che debbono essere identificati i parametri di valutazione e valorizzazione delle infrastrutture di ricerca. Essendo centrale il criterio della buona gestione degli impianti e dei laboratori nei confronti degli utenti, quando siano molteplici e non inquadrabili in rapporti fissi e predefiniti. E quando fra questi ci siano insieme utenti che operano nell’hi-tech con problemi delicati di proprietà industriale e insieme di comunicazione, e quelli che invece guardano ad un adattamento “personalizzato” delle novità tecnologiche. L’identificazione delle “buone” infrastrutture è dunque il momento più delicato di ogni lavoro di valutazione e valorizzazione.

L’incontro fra hi tech e medium tech si realizza, il più delle volte, intorno alle capacità di R&S delle grandi imprese. Un ambito molto ampio di questo tipo è stato, storicamente, e continua ad essere quello della ricerca spaziale o meglio “per lo spazio”. Ciò che viene studiato per stare nello spazio, vicino o lontano che sia, finisce per essere straordinariamente utile sulla terra. L’esperienza è stata più volte realizzata e giustifica le pratiche di trasferimento tecnologico (e/o di conoscenze tecnologiche) che le grandi Agenzie Spaziali hanno perseguito negli ultimi decenni. Agenzie che sono assai spesso galassie di importanti infrastrutture di ricerca.

Ci sembra dunque di poter suggerire, come parte importante di una politica dell’innovazione, la valutazione delle potenzialità delle infrastrutture di ricerca e l’attenta creazione di profili progettuali a cui ispirare la loro azione. Ciò significa, innanzitutto, la ricognizione sistematica di tali infrastrutture, la costruzione di ponti efficaci con il sistema produttivo affinché le imprese ne tengano conto per i loro piani d’azione, l’apertura e disponibilità verso le start-up hi-tech e, sul fronte pubblico, la definizione di politiche di sostegno e di partenariato che partano dal basso, cioè dalla consapevolezza che non si tratta di partire dall’anno zero ma di rilanciare tante iniziative che hanno una storia.

Di questo si è già parlato e si continuerà a parlare, con pragmatismo e prospettiva di governomulti-livello, durante il seminario “Infrastrutture di ricerca, innovazione e formazione avanzata: gestione e coordinamento inter-regionale” organizzato presso la Regione Emilia Romagna.

Foto in Creative Commons By Pixabay

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