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Monitoraggio civico: così gli open data educano alla cittadinanza

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MonithonQuali sono i fattori che contribuiscono all’innesco dei processi di sviluppo territoriale? i due che possiamo rintracciare più facilmente sono sicuramente l’efficacia dell’azione pubblica – intesa in termini di capacità di spesa delle risorse disponibili e capacità degli interventi di avere impatto sul tessuto socio-economico – e il capitale sociale accumulato sui territori.

Uno degli strumenti che consente di migliorare l’efficacia dell’azione pubblica, rispondendo anche a esigenze di trasparenza e accountability, è il rilascio in formato aperto dei dati detenuti dalle amministrazioni che programmano e attuano le politiche. L’utilizzo di questi dati stimola nuovi modelli di collaborazione pubblico-privato, nei quali i singoli cittadini possono contribuire, sfruttando le opportunità offerte dal web 2.0, a mettere a sistema la conoscenza dispersa tra milioni di persone, molte delle quali esperte in particolari settori.

Occorre cioè un passo in più. I dati amministrativi in formato aperto (Open Government Data), infatti, esprimono appieno il loro potenziale solo se si formano comunità civiche capaci di analizzarli e interpretarli per formarsi opinioni, collaborare con le amministrazioni e partecipare all’azione pubblica, unendo i principi dell’etica hacker all’uso sempre più diffuso dei media civici, facilitando così quel passaggio da “cittadino informato” a “cittadino monitorante” già teorizzato nel 1998 da M. Schudson.

Un contesto di cultura partecipativa, a sua volta, consente il miglioramento del secondo fattore che abbiamo richiamato sopra, cioè il capitale sociale, spesso chiamato in causa come uno dei fattori determinanti per spiegare i divari regionali in Italia. La qualità del capitale sociale infatti è determinata dalla presenza di “comunità civiche attive” – caratterizzate da un mix di partecipazione sociale e politica, solidarietà e tolleranza che permette di collaborare per realizzare obiettivi condivisi.

In Italia una delle esperienze più significative di rilascio di Open Government Data nell’ambito delle politiche pubbliche è l’iniziativa OpenCoesione. Su OpenCoesione.gov.it, infatti, sono pubblicati i dati di monitoraggio sull’attuazione dei progetti finanziati dalle politiche di coesione territoriale (ad oggi ca. 750.000) nel periodo 2007-13, che hanno come obiettivo la riduzione degli squilibri socio-economici tra le regioni più avanzate e quelle meno avanzate in Europa e in Italia.

Ma ecco il “passo in più”: i dati di OpenCoesione sono recentemente stati oggetto di alcune sperimentazioni del cd. “monitoraggio civico”, cioè una verifica puntuale e in loco dell’andamento e dei risultati dei progetti pubblici effettuata dai cittadini stessi, beneficiari ultimi degli interventi.

Le maratone di monitoraggio civico promosse dal progetto Monithon.it, cioè, si basano sui aperti di OpenCoesione per sapere chi, dove e cosa si sta attuando sui territori con i fondi pubblici, per poi raccogliere ulteriori dati, evidenze, suggerimenti e proposte da veicolare ai media, alle amministrazioni e ai decisori locali e nazionali.

 

Monithon Museo Egizio di Torino:

Monithon Museo Egizio di Torino

Monithon.it è un progetto bottom-up stimolato però dall’amministrazione. E’ nato da un input del Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica (la stessa amministrazione responsabile di OpenCoesione), ma si è poi sviluppato come iniziativa pienamente indipendente, dal basso e a costo zero grazie all’impegno di alcuni cittadini volontari.

Le azioni di monitoraggio civico, in breve, si svolgono in questo modo: un singolo cittadino, o, più spesso, una comunità locale interessata al monitoraggio di un certo intervento, seleziona un progetto su OpenCoesione o sulla mappa di Monithon.it (basata sempre sui dati di OpenCoesione), raccoglie informazioni su di esso per comprenderne i meccanismi (comprese fonti istituzionali quali programmi operativi e rapporti di attuazione) e poi si reca fisicamente nel luogo dove il progetto si sviluppa per verificarne l’attuazione tramite interviste e raccolta di materiale multimediale. Infine viene pubblicato un “report di monitoraggio” sulla piattaforma Monithon, che viene mappato e reso disponibile per successivi utilizzi: un racconto, un post, un articolo, una successiva analisi da portare sul tavolo dei decisori per correggere l’attuazione in corso d’opera o per migliorare il disegno delle successive azioni di policy.

L’effetto atteso sulle politiche in atto è quindi un miglioramento della loro efficacia, poiché, grazie al controllo civico nelle diverse fasi di programmazione, attuazione, valutazione dei risultati, le amministrazioni sono stimolate ad un miglior uso dei fondi e possono disporre di informazioni e suggerimenti in grado di guidarne l’azione.

Qual è dunque il “passo finale”? L’utilizzo delle energie sviluppate dalle comunità civiche passa attraverso processi di pianificazione e attuazione dell’azione pubblica molto più inclusivi. Gli attori locali – i soggetti istituzionali, i portatori di interesse e i beneficiari delle politiche – dovrebbero cioè essere coinvolti – in modo non formale – non solo nella fase di pianificazione e allocazione delle risorse, ma durante l’intero ciclo di policy, che comprende anche la verifica dell’attuazione e la valutazione dei risultati conseguiti.

Parliamo quindi di un processo più “bottom-up”, potenzialmente più capace di rispondere ai bisogni di uno specifico territorio. Un processo, però, legato a doppio filo alla capacità e alla volontà delle classi dirigenti di aprirsi e di lasciare spazio alle tante energie che, dal basso, possono contribuire a cambiare, in meglio, il contesto in cui tutti noi viviamo.

 

OpenCoesione, Monithon e A Scuola di OpenCoesione sono le best practices italiane candidate agli OGP Awards 2014 (premio, lanciato nel corso dell’Open Government Partnership Summit di Londra dell’ottobre 2013, assegnato annualmente al fine di  riconoscere l’eccellenza tra i Paesi partecipanti e le organizzazioni della società civile).

Leggi maggiori informazioni sul sito di Funzione Pubblica.

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